Dolci Siciliani Mandorla Mollese

Le paste di mandorla

Capita a tutti di dover scegliere, tutti ci troviamo nella condizione di chi è indeciso, in quelle situazioni in cui sembra quasi impossibile venire a capo del filo… capita, e credo sia abbastanza normale. Ma qualsiasi decisione presa, di sicuro, sarà per noi la migliore. Da qualche anno, la mia decisione è quella di evitare, il più possibile i cibi commerciali, quelli confezionati, quelli precostituiti, quelli che inspiegabilmente sono pieni di un miliardo di ingredienti, che fatti in  casa ne servirebbero la metà e la differenza sta nel fatto che siamo noi a deciderne la qualità.

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Il legame nei confronti della mia terra è forte, e lo dimostro spesso andando alla ricerca di prodotti sani e genuini, quelli che in un piatto fanno la differenza. E non importa quanto il piatto sia elaborato, l’importante per me è che il piatto sia buono e genuino, con prodotti del territorio, magari anche poco conosciuti. Così capita sempre più spesso, di trovarmi a condividere la mia passione per la natura, per il buono con persone che la pensano esattamente come me. Ho incontrato Vincenzo e Letizia, ad una fiera ad Agrigento qualche mese fa, in quel periodo lavoravo al forno Santa Rita di Maurizio, nella loro azienda agricola a Palazzo Adriano producono ortaggi di vario genere seguendo il ritmo delle stagioni per come dovrebbe essere giusto.

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Tempo fa, mi avevano parlato di quindici mandorli, di una varietà che ha un guscio particolarmente tenero, che Vincenzo vorrebbe incrementare: la mollese. Avevo avuto il piacere di assaggiare la mollese fine che, il mio amico Giovanni mi aveva donato nel periodo Natalizio. Quella invece di Vincenzo ad occhio e croce, considerando le dimensione delle mandorle, e la differenza tra le due credo sia la varietà grossa. La mandorla è davvero spettacolare, con una resa incredibile, dolce e da un sapore intenso amplificato in cottura, purtroppo non ne ho messe da parte per fare il latte, ma dopo averle pulite le ho tritate tutte senza pensarci su troppo.

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La cucina siciliana è una cucina ricchissima, colorata, gustosa e che a pieno rispecchia le sue origini, mille ingredienti che nel tempo si sono uniti tra loro a voler simboleggiare l’unione delle diverse culture che mano a mano sono passate da quest’isola sino a consolidarsi tra loro in un’armonia di sapori unica. La nostra cucina ma ancora di più le nostra produzione dolciaria tipica è fastosissima, forse risulterà un po’ pesante sia nell’aspetto che nei contenuti, ma a me personalmente questo melting pot gastronomico piace particolarmente…così come gli arabi e i greci utilizziamo molto la frutta secca, il miele, i croccanti o “cubaite” fatte ad esempio con la “giuggiulena”, le conserve, i fichi e datteri secchi…la pasta reale secondo tradizione veniva fatta dalle suore di un convento annesso alla chiesa della Martorana nel centro storico di Palermo da qui segue anche il nome di “frutta di martorana” cioè la pasta reale modellata a forma di frutta in appositi stampi di gesso e colorata con colori alimentari che viene fatta per il giorno di Ognissanti. A Pasqua la pasta reale prende la forma dell’agnello pasquale, onnipresente sulla cassata e con la forma di piccoli dolcetti sempre in bella vista sui banchi delle nostre pasticcerie.

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70 g di zucchero

130 g mandorle tritate grossolanamente (io ho usato la varietà mollese in caso non aveste a disposizione delle mandorle accontentatevi della farina di mandorle)

25 g miele

40 g albumi

scorza di limone e arancia

1 pizzico di sale

Il procedimento è davvero semplice, mescolare tutti gli ingredienti in una bowl, fino ad ottenere un impasto non troppo appiccicoso, formare i dolcetti con le mani o con l’aiuto di un sac a poche con la punta a stella e passare le pallette o in zucchero semolato oppure nello zucchero a velo, oppure nella granella di frutta secca. Potete mettere una ciliegia candita, frutta secca per decorazione. Posizionare i dolcetti su una teglia rivestita con carta forno e lasciare asciugare per un’ora. Infornare a 200° per 4 minuti circa. E’ importante che i dolcetti non si scuriscano troppo per evitare che in breve tempo possano indurirsi e quindi non mantenere quella morbidezza tipica delle paste di mandorla. Di sotto vi lascio qualche altra foto di paste di mandorla, ma fatte con la farina di mandorla convenzionale,così giusto per darvi un’idea delle forme.

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