Aglio Treccia Ustica Pagliuzzo

L’isola nell’isola

La Sicilia è una terra ricca e fortunata, ma i siciliani spesso lo ignorano!! Lo ignorano quando riempiono i carrelli con prodotti di fattura e provenienza incerta, lo ignorano quando le mamme danno con fiducia ai propri figli intrugli omogeneizzati, disidratati, o biscotti imbustati e stipati negli scaffali dei supermercati confortate da pubblicità rassicuranti.

L’acquario


Tramonto da Ailanto

Io invece scopro giorno per giorno piccole realtà che faticano a decollare proprio perchè spiazzate da un mercato scorretto che riesce ad accalappiarsi una grossa fetta di popolazione. Piccoli tesori nascosti in ogni antro dell’isola che pochi conoscono, ma che rappresentano la nostra terra in lungo e in largo. In verità basterebbe viaggiare per l’isola e interssarsi alle piccole produzioni locali e si scoprirebbero una miriade di situazioni interessanti e davvero uniche nel loro genere, si potrebbe rischiare di incontrare gente che ha voglia di parlare del proprio lavoro di mostrarvelo in ogni fase della  produzione e sentirsi fortunati perchè questo al supermercato non può avvenire!!Siamo tornati dalla nostra vacanza ad Ustica qualche settimana fa e sono rimasta piacevolmente stupita da tanta bellezza, dalla prosperità di quegli antichi terreni vulcanici, il ricordo che porto dentro è davvero unico, sarà che mi stupisco per poco, sarà che amo la Sicilia ma devo dire che le persone conosciute in questo ultimo anno mi hanno fatto capire parecchie cose sul mondo che ci circonda.

 

Ustica è un’isola che ti accoglie a braccia aperte, ben organizzata e poco caotica: anche questo mi ha stupito pur essendo stata sua ospite nella settimana del ferragosto non ho avvertito per niente la pesantezza della massa impazzita di gente, tutto sembra essere ben ordinato e la gente accogliente, i servizi ben funzionanti. La riserva integrale è un mondo da scoprire giorno dopo giorno, pensate che pur vivendo strettamente a contatto con il mare da quando sono nata difficilmente mi sono imbattuta in un panorama subacqueo così variegato e “amico”. Interessanti sono anche i trekking che purtroppo non abbiamo potuto fare, ma avendo intenzione di tornare in autunno inoltrato approfitterò del fresco di quei giorni per poter scoprire i nuovi sentieri, su Visit Ustica trovate gli itinerari da fare a piedoni.

simpaticamente burberi i pescatori puliscono il nostro pesce

Ustica offre una miriade di prodotti biologici ai suoi ospiti, di pesce freschissimo per il quale vale davvero la pena spendere qualche ora della mattina: già perchè ad Ustica non esistono le pescherie, per cui si va direttamente al porto la mattina presto e lì si aspetta il rientro delle barche, ma non tutte allo stesso orario e tutte con pesce più o meno diverso, da qui la simpatica corsa a chi deve accaparrarsi la prima scelta…piatto ufficiale di cui tutti vanno ghiotti sono i gamberetti di nassa, il parapandolo ossia il piccolo gamberetto rosa è particolarmente saporito e ovviamente è da mangiare con tutto il carapace panato nella farina e poi fritto….vi assicuro che è molto difficile fermarsi, pesci da brodo come scorfani e mustie, seppie meravigliose e gronchi. Tramonti fantastici invece si osservano dal locale Ailanto con divanetti e sedie immersi nella natura ma stateci lontani dopo l’orario dell’aperitivo a meno che non abbiate voglia di discoteca :-s
Aperitivi con vista su natura incontaminata al faro, in cui andare anche per un bagnetto al tramonto oltre che durante la giornata se avete dietro marmocchietti.


Ma la regina incontrastata, quella per cui l’isola è conosciuta agli intenditori anche in ambito italiano , è la micro lenticchia, dal sapore delicato, soda e che profuma di amore e sacrificio. La Signora Nunzia e il marito proprietari dell’ azienda agricola Pagliuzzo ci hanno raccontato quanto sia difficile portare avanti un’ azienda e soprattutto ci hanno mostrato che il loro lavoro è un lavoro “vero” fatto con pazienza e rigorosamente manuale, assieme al figlio curano la produzione di legumi e di ortaggi biologici, e ciò che rende questa gente unica è la costanza e presenza in azienda, la signora Nunzia e il marito puliscono e setacciano le lenticchie che poi vengono distese al sole ad asciugare e successivamente imbustate. La naturalezza con cui i compiti vengono svolti, la pacatezza e serenità mi hanno seriamente spiazzato, oltre alla produzione di legumi i Signori Mancuso hanno anche una struttura ricettiva per cui le cose da fare non mancano, ma il sorriso di Nunzia non si può dimenticare.

Nunzia mi racconta che le piccole lenticchie non hanno bisogno di ammollo, ma possono essere cotte con l’aggiunta di un pizzico di bicarbonato, facendo una zuppa a base di aglio cipolla, patate e verdure di stagione. Fino a qualche anno fa le lenticchie venivano spagliate interamente a mano e da poco hanno introdotto una trebbia, ma devo dire che il racconto della spagliatura manuale è davvero molto suggestiva: si passa sui cespuglietti di lenticchie con pietre trascinate dagli asini e dopo i cespuglietti vengono lanciati in aria in modo che il vento separi la pianta dalla lenticchietta…insomma a dir poco poetico ed emozionante

Fieri del loro lavoro lasciano spazio alla nostra curiosità, e girando ci si rende conto che ogni cosa ha il suo tempo, il metodo, la sua costanza e il suo periodo. Scopriamo che i Signori Mancuso sono anche produttori di cicerchie, piccoli fagioli cannellini davvero ottimi e fave secche che in attesa dell’arrivo della fredda stagione riposano nella mia dispensa.

Producono anche verdure stagionali a cui non si fa  nessuna pressione per farle crescere ma che vengono trattate quasi come esseri umani un po’ dispettosi: Nunzia infatti diceva che le melanzane a causa del clima strano di questa estate non sono riuscite a raggiungere la maturazione ottimale nel periodo in cui l’affluenza turistica era al massimo e dunque essere vendute facilmente, ma la maturazione la raggiungeranno a settembre quando il turismo sarà diminuito. Tutto questo mi fa capire quanto sia importante conoscere la natura e i suoi capricci e in qualche modo seppur da lontano poter percepire le difficoltà giornaliere che il lavoro nei campi comporta.

Nulla va perduto, così alla  mia seconda visita trovo Nunzia e il marito a pulire le mandorle che da fresche diventeranno secche circondati da qualche amico che torna sull’isola nel periodo estivo e che passa a trovarli scambiando quattro chiacchiere al riparo dal sole. Nunzia mi racconta dei grappoli di pomodori di cui l’isola è piena, si trovano appesi fuori dalle case e mi dice che sono pomodori che poi verranno consumati in inverno ma che non seccheranno perchè il particolare intreccio fatto in modo consapevole permette di avere il circolo d’aria necessario per non farli seccare, e soprattutto cascare dal grappolo…inutile dirvi che avrei voluto provarci ma per farlo è necessaria una certa competenza e dei pomodori che abbiano il giusto grado di maturazione . Insomma spero di poterne capire di più la prossima volta.

Mi piacerebbe tanto tornare a dicembre per la semina e successivamente a giugno per la raccolta delle lenticchie, e pensare che ho scoperto Ustica alla veneranda età di 32 anni e che l’isola si trova a soli 60 km da Palermo, facilissima da raggiungere e soprattutto ideale per una fuga dalla città anche in altre stagioni dell’anno e non solo in estate.

Ustica è una riserva naturale, ed una parte è addirittura riserva integrale, quindi guardatevi bene dall’usare fucili acquatici,canne da pesca o semplicemente la lenza. Siate rispettosi dell’ambiente circostante perchè a volte anche in zona A o B si trovano stecchetti di lecca lecca, incarti di merendine, e altri scarti umani…anche se questa attenzione bisognerebbe averla in qualsiasi luogo!!

Cicerchie dell’azienda Pagliuzzo

Indirizzi utili:

Il Faro e la baietta

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